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Perché il tuo VO2max non migliora?

Why isn't your VO2max improving?

La guida scientifica definitiva per aumentare davvero la capacità aerobica nel ciclismo.

The definitive science-based guide to actually improving aerobic capacity in cycling.

Gennaro Seguella · EP Training System Lab · Prima edizione, 8 agosto 2026 Gennaro Seguella · EP Training System Lab · First edition, August 8, 2026

Ogni ciclista, prima o poi, si imbatte nella stessa domanda: "Come posso aumentare il mio VO2max?"

È una delle ricerche più frequenti sui motori di ricerca, uno degli argomenti più discussi tra gli allenatori e una delle metriche che smartwatch e ciclocomputer cercano di stimare automaticamente dopo ogni uscita. Per molti atleti, il VO2max è diventato sinonimo di prestazione: un numero da inseguire, confrontare e migliorare.

Ma è davvero così semplice? Negli ultimi vent'anni la ricerca scientifica ha rivoluzionato la nostra comprensione della fisiologia dell'esercizio. Oggi sappiamo che il VO2max rappresenta soltanto uno degli elementi che determinano la performance di un ciclista e che, soprattutto, allenarlo non significa semplicemente svolgere più intervalli ad alta intensità.

È proprio qui che nasce il problema. Ogni settimana migliaia di ciclisti eseguono protocolli come 4×4 minuti, 30/15, 40/20 o sprint interval training convinti che basti aumentare l'intensità per incrementare il consumo massimo di ossigeno. Alcuni ottengono miglioramenti importanti, altri rimangono bloccati per mesi nonostante si allenino con costanza e dedizione.

Dal capitolo 1 Il VO2max non è il motore della prestazione, ma la massima capacità del tuo organismo di utilizzare ossigeno in condizioni estreme. È un prerequisito fondamentale per l'endurance, ma non è sufficiente, da solo, a determinare il successo in gara.

Perché alcuni ciclisti migliorano rapidamente e altri no?

Una delle convinzioni più diffuse è che il VO2max aumenti semplicemente svolgendo allenamenti ad alta intensità. In realtà, la risposta adattativa dipende dall'interazione tra genetica, età, storia di allenamento, distribuzione dei carichi, recupero e qualità della programmazione. Gli adattamenti indotti dall'allenamento seguono il principio della specificità: il corpo migliora soltanto se riceve uno stimolo adeguato e dispone del tempo necessario per recuperare e consolidare le modificazioni strutturali e funzionali.

Quando uno di questi elementi viene meno, il miglioramento rallenta fino a fermarsi — ed è esattamente qui che la maggior parte dei ciclisti amatori resta bloccata, senza mai capire perché.

Cosa trovi nella guida completa

95 pagine, 12 capitoli: dall'equazione di Fick ai fattori centrali e periferici che determinano il VO2max, dai protocolli HIIT che la ricerca conferma davvero a quelli che sono solo moda, fino alla periodizzazione corretta e agli errori più comuni nella programmazione. Nessun protocollo miracoloso — fisiologia, evidenze scientifiche, applicazioni pratiche.

Every cyclist, sooner or later, runs into the same question: "How can I raise my VO2max?"

It's one of the most searched questions online, one of the most debated topics among coaches, and one of the metrics every smartwatch and bike computer tries to estimate after each ride. For many athletes, VO2max has become synonymous with performance: a number to chase, compare, and improve.

But is it really that simple? Over the past twenty years, exercise science has transformed our understanding of training physiology. We now know VO2max is just one of the elements determining a cyclist's performance — and, more importantly, that training it doesn't simply mean doing more high-intensity intervals.

That's exactly where the problem starts. Every week, thousands of cyclists run protocols like 4×4 minutes, 30/15, 40/20, or sprint interval training, convinced that pushing intensity is enough to raise maximal oxygen uptake. Some see real gains. Others stay stuck for months despite training consistently and with real dedication.

From Chapter 1 VO2max isn't the engine of performance — it's the maximum capacity of your body to use oxygen under extreme conditions. It's a fundamental prerequisite for endurance, but on its own it isn't enough to determine race-day success.

Why do some cyclists improve quickly, and others don't?

One of the most common beliefs is that VO2max rises simply by doing high-intensity training. In reality, the adaptive response depends on the interaction between genetics, age, training history, load distribution, recovery, and programming quality. Training-induced adaptations follow the principle of specificity: the body only improves when it receives an adequate stimulus and has the time it needs to recover and consolidate structural and functional changes.

When one of these pieces is missing, improvement slows down until it stalls entirely — and this is exactly where most amateur cyclists get stuck, without ever understanding why.

What's inside the full guide

95 pages, 12 chapters: from the Fick equation to the central and peripheral factors that determine VO2max, from the HIIT protocols the research actually supports to the ones that are just trends, all the way to correct periodization and the most common programming mistakes. No miracle protocols — physiology, scientific evidence, practical application.

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